Benvenuti nel mio salotto virtuale, un luogo dove posso condividere le mie passioni con chi passa da qui. Si parla di piccole chicche quotidiane, di curiosità lontane e vicine, di storie locali e non solo. Mettetevi comodi e partiamo per un lungo viaggio.

sabato 18 novembre 2017

La via del male di Grazia Deledda

Un giovane contadino nuorese, Pietro Benu, prende servizio presso dei piccoli possidenti di terreno, i Noina. L’uomo è giovane, forte, perbene, ed è considerato dai suoi concittadini un grande e onesto lavoratore, ma con un particolare in più da non sottovalutare per i suoi datori di lavoro: è nato povero e lo sarà per sempre. Pietro ha una buona reputazione, ma oltre al duro lavoro non può pretendere più di ciò che ha, non potrà migliorare la propria posizione sociale perché per la mentalità di alcuni sarà sempre un povero contadino. Per cui non potrà mai perdere la testa per la ricca Maria Noina, figlia del suo datore.
All’inizio Pietro fa la corte alla nipote dei Noina, Sabina, una donna non ricca, e i due si innamorano, e non c’è nulla di male per le umili origine della donna anche se parente di proprietari terrieri. Ma in seguito Pietro si invaghisce della ricca Maria, una donna ambiziosa che mira a un matrimonio di convenienza.

mercoledì 1 novembre 2017

I primi 30 anni di Secrets of the Beehive

Uno dei momenti più piacevoli della serata è accendere il vecchio radione o il PC, inserire un cd e ascoltare musica non commerciale. Un paio di giorni fa ho riascoltato per l’ennesima volta l’album Secrets of the Beehive di David Sylvian e sfogliando il foglietto interno mentre ascoltavo i pezzi musicali mi è apparso una data, quella di pubblicazione: 1987. Caspita, ho pensato, ascolto Secrets of the Beehive da 30 e non mi stanca mai. L’origine di questo attaccamento può essere spiegato solo dal fatto di avere tra le mani non un opera commerciale usa e getta ma un’opera d’arte da assaporare nelle ore più impensabili. L’album è intriso di atmosfere incantevoli e rilassanti frutto di mescolanze di note da scoprire ogni qualvolta si decide di riascoltarlo, specie in solitudine lontani dal classico rumore dettato dalla musica commerciale usa e getta. Ho sempre paragonato la musica dell’artista inglese al vino: più si ascolta e più si apprezza, più si ascolta e più si notano atmosfere nuove. Per questo motivo non mi deve sorprendere il fatto di avere sempre tra le mani  lo stesso album da trent’anni. Ascoltare lo stesso album per lungo tempo non è sinonimo di monotonia ma  è la consapevolezza di avere tra le mani un’opera d’arte da assaporare giorno dopo giorno, anno dopo anno come si degusta un eccellente vino d’annata.

lunedì 30 ottobre 2017

Quarta candelina

Oggi il Taccuino delle Voci compie quattro anni
 Buon Compleanno
 
I post pubblicati in questi 12 mesi sono di diverso genere e, senza allontanarmi dalla base principale del blog, nel Taccuino ho annotato  alcune Voci legate alla mia terra, o attinenti ad alcune mie letture, il tutto senza trascurare i post musicali o cinematografiche e gastronomiche.
Da pochi giorni ho affiancato al blog un social network, per cui dopo Instagram ci saranno anche dei cinguettii  direttamente legati e che faranno da spalla al Taccuino senza sostituirlo. Ho aperto Twitter per inserire alcune Voci del blog anche in questa piattaforma virtuale, e attualmente sto postando alcune post recenti e degli anni passati.
Ringrazio tutti i lettori che si sono soffermati nel Taccuino per  leggere i post, e tutti coloro che hanno arricchito il blog con i commenti o con i suggerimenti.
Un caloroso saluto ai follower e un abbraccio agli amici di sempre che mi hanno consigliata anche nel corso degli ultimi 12 mesi.

venerdì 13 ottobre 2017

Quasi Grazia

Consigli di lettura. Oppure i consigli della bibliotecaria. Così dovrei intitolare il post. E sì andare in biblioteca, oltre a scoprire libri su libri, apre la mente e gli orizzonti, e quando il consiglio di lettura proviene direttamente dalla tua bibliotecaria, quella che non sbaglia mai, quella che ti consiglia, la parola "delusione" non esiste nel vocabolario. Il caso vuole di passare in biblioteca in un momento di spensieratezza e di veder spuntare un libro dalle mani della bibliotecaria. Questa volta la bibliotecaria mi ha consigliato il libro “Quasi Grazia” di Marcello Fois, un libro o meglio un testo teatrale strutturato in tre parti. Nella prima parte la scrittrice Grazia Deledda lascia la sua terra contro il parere della madre per trasferirsi col marito a Roma, e con i dialoghi, che si sviluppano nella casa natia a Nuoro, tra la scrittrice, la madre, il marito e il fratello, respiriamo ciò che ha rappresentato la partenza e la separazione. Nella seconda parte ci trasferiamo in una camera del Grand Hotel a Stoccolma nel giorno in cui le viene consegnato il prestigioso Premio Nobel per la Letteratura: in questa parte del libro assaporiamo le emozioni della scrittrice, del marito e di un giovane giornalista. La terza parte riguarda un momento triste per la sua vita perché è incentrato in uno studio medico dove le viene diagnosticato un tumore  incurabile: è la parte più delicata di tutto il libro, dove un medico deve trovare le parole giuste per informare il paziente del suo male.

mercoledì 11 ottobre 2017

Via col Vento di Margaret Mitchell

Desideravo leggere il romanzo di Margaret Mitchell da diversi anni, tuttavia c’era sempre quel timore di avere tra le mani un libro sopravalutato dal mondo del cinema e di portarmi dritta verso uno stato di totale delusione. Dopo aver letto la biografia sull’attrice Vivien Leigh scritto da Michelangelo Capua (guarda QUI), con una buona dose di pazienza, dopo aver fatto un bel respiro con un bel sorso d’acqua ho iniziato quest’avventura. E sì, si deve parlare di avventura perché le 872 pagine del volume pubblicato dalla casa editrice Oscar Mondadori, collana Classici Moderni, pesano in tutti i sensi, perché sono scritte con caratteri piccoli e con spazi tra i paragrafi ugualmente fitti tali da stancare la vista, e se prendiamo in considerazione la traduzione la lettura non è stata agevole; inoltre nel libro si scorgono intere frasi pronunciati dagli schiavi tali da farli apparire come persone che non conoscono la propria lingua, situazione inverosimile se sono nati in quel territorio. Escludendo questi particolari, le pagine ti trasportano e ti catapultano verso un mondo ignoto e non visibile alla grande platea cinematografica perché una buona parte del romanzo è stata tagliata forse per esigenze di copione, tralasciando così la parte più autentica e più delicata del romanzo.

domenica 24 settembre 2017

S’Iscraria e S'Iscrarionzu

Artigianalmente, in diversi paesi della Sardegna, si creano dei cestini intrecciando l’asfodelo, la cui tecnica di lavorazione diverge da paese a paese, e tra le varie tecniche spicca quella di Ollolai (NU) diventato il punto di riferimento per gli appassionati del settore. L’origine di quest’arte è antichissima, e fin dai tempi antichi si creavano per contenere alimenti, come il pane, i dolci, la pasta, i cereali e tanto altro, oppure venivano utilizzati in agricoltura ad esempio per pulire il grano, inoltre, alcuni cestini dalle forme particolari, venivano adoperate per pesare le merci.
Con la comparsa di nuovi materiali, come la plastica, a poco a poco i cestini fatti a mano con l’asfodelo hanno perso il loro primato e la loro importanza dal punto di vista del loro impiego, e dopo un periodo buio attualmente si sta rivalutando l’arte de s’iscraria organizzando corsi e mostre.
L’arte di "tessere" l'asfodelo per produrre cestini fatti a mano, si trasmette di madre in figlia, e raramente si vede un uomo che padroneggia questa tecnica, il cui unico compito consisteva nella raccolta de s’iscraria e nella vendita presso i mercatini o per le vie dei paesi limitrofi o in zone più lontane.

sabato 23 settembre 2017

Heroes

 
I, I wish you could swim
Like the dolphins, like dolphins can swim
Though nothing,
nothing will keep us together
We can beat them, for ever and ever
Oh we can be Heroes,
just for one day
I, I will be king
And you, you will be queen
Though nothing will drive them away
We can be Heroes, just for one day
We can be us, just for one day

giovedì 7 settembre 2017

Al Museo Nivola

In alcuni casi la vicinanza ad un luogo non è sinonimo di velocità, e per  poter gestire il poco tempo libero spesso creiamo problemi inesistenti, come quando si deve prendere la decisione di visitare uno dei musei più esclusivi della Sardegna. La data da fissare si rimanda con la solita scusa “il museo è dietro l’angolo, c’è sempre tempo”, e il giorno fatidico è in continuo spostamento per anni. La solita frase è l’eterna giustificazione determinata non dall’indifferenza ma dalla vicinanza al luogo; sì, è incredibile, più il luogo da visitare è vicino, e più si scelgono mete lontane. Per schiacciare la solita scusa c’è una medicina molto efficace: non  fissare un giorno  preciso e partire  immediatamente verso la meta tanto desiderata quando si presenta l’occasione. Nel mese scorso, ad agosto, alla solita domanda “quando andiamo al museo?”, senza fissare una data, senza aspettare e senza rimandare ulteriormente, abbiamo preso la macchina e siamo partiti per visitare un museo barbaricino molto speciale.
Il museo in questione si trova in un piccolo centro della Sardegna, in provincia di Nuoro, ai piedi del Monte Gonare.

mercoledì 30 agosto 2017

Agnolotti o cannelloni?

Da un po’ di tempo non sto più trascrivendo le ricette nel Taccuino virtuale, ed è opportuno rimediare con un classico dei classici, con un primo piatto da gustare per le occasioni importanti o per passare una piacevole serata. Il post nasce dopo aver sentito per l’ennesima volta una frase "che cosa si cucina? Agnolotti o cannelloni?" Se abbiamo della ricotta fresca e spinaci o bietole la risposta è semplice e va in automatico senza scervellarsi: accontentiamo tutti cucinandoli entrambi. L’impasto che si può preparare con questi semplici ingredienti è ottimo sia per cucinare gli agnolotti che i cannelloni. Abbiamo un unico impasto per due primi piatti. È un classico della cucina, e come ogni ricetta locale, per ogni luogo e ogni famiglia ci sono delle varianti.
La base principale del ripieno è la ricotta che deve essere di pecora, fresca di giornata e morbida, e per eliminare eventuali presenze di siero si può mettere un piccolo peso posto sopra il nostro ingrediente, o meglio lasciamo la ricotta nel suo cestino con i fori e in cima posiamo un piatto con un peso, e lo lasciamo pressare in questa posizione per circa un paio di ore. Nel frattempo lessiamo le bietole o gli spinaci in abbondante acqua salata, li scoliamo, li lasciamo intiepidire, li sminuzziamo (oppure possiamo spezzettarli anche prima della cottura)  e li strizziamo per eliminare l’acqua in eccesso.

domenica 27 agosto 2017

Il lato positivo

Pat Solitano è un uomo affetto da disturbo bipolare con gravi alterazioni dell’umore, e  dopo aver massacrato di botte l’amante della moglie, trascorre otto mesi in un ospedale psichiatrico. Appena dimesso dall’istituto ritorna a casa dai suoi genitori con l’umore tipico di chi rivuole riprendere in mano la propria esistenza. Pat è determinato a riabilitare la propria reputazione e, ricostruendo il suo modo di vivere liberandosi dal suo passato, riorganizza la sua vita, legge, fa jogging tutti i giorni, e non ha intenzione di sprecare neanche un attimo del suo tempo. Più di ogni cosa insegue il suo tarlo fisso, vale a dire riconquistare la fiducia della moglie infedele, la quale però non ne vuole saper nulla. La malattia di Pat sarà il suo tallone di Achille, le tensioni nervose e le crisi isteriche sono all’ordine del giorno creando mal di pancia alla famiglia e ai vicini di casa; in un primo momento è tranquillo, e in un baleno distrugge i progressi raggiunti con tanta fatica, e ciò è un problema perché la strada per la casa di cura è dietro l’angolo. Pat non riesce a controllarsi, basta sentire una canzone che già è sull’orlo di una crisi isterica, fino a quando conosce Tiffany ad una cena, una donna anch’essa con disturbi della personalità causati dalla perdita del marito, con cui potrà scambiare idee e stili di vita. Pat e Tiffany si alleano e assieme cercano di superare le difficoltà quotidiane aiutandosi reciprocamente: Pat aiuterà Tiffany a mettere su un balletto per una gara alla quale la tipa spera di non lasciarsi sfuggire, e Tiffany aiuterà Pat a rappacificarsi con la moglie. La complicità di Pat e Tiffany sono la medicina per combattere le ossessioni interiori di entrambi, quotidianamente si scontrano verbalmente senza peli sulla lingua, si rappacificano e  si comprendono pur parlando lingue diverse.

domenica 13 agosto 2017

Borsa a punto coccodrillo

Uno dei punti più laboriosi e originali dell’uncinetto è il punto coccodrillo,  il cui nome deriva dalla somiglianza per forma e aspetto alle squame del coccodrillo. La tecnica di lavoro è molto particolare e normalmente non si trovano le spiegazioni se non in riviste o in libri per lavoratrici esperte. 
Il punto coccodrillo ha un aspetto tridimensionale e non piatto, infatti le squame si aprono uno dopo l’altro mentre posiamo e strofiniamo la mano, e per questa particolarità si preferisce non consigliarlo ai principianti. 
Osservando un qualsiasi schema si riscontrano una serie di difficoltà determinate dalla natura del punto stesso e non dalla capacità di chi la esegue, soprattutto all’inizio, mentre si acquisisce la tecnica di tipo tridimensionale, ci potrebbero essere delle perplessità tali da abbandonare il progetto già sul nascere, successivamente, osservando, contando i punti, si acquisisce quella naturalezza e quella la velocità prevista da un qualsiasi punto, e si lavora a pieno regime con spontaneità.
Prima di iniziare è doveroso trascrivere nel Taccuino alcuni suggerimenti. La regola principale da memorizzare dal primo istante riguarda il numero delle maglie: il punto è composto da un multiplo di 6 maglie. Il punto coccodrillo si esegue lavorando in due tappe, o meglio in andata si crea la base del punto e al ritorno si crea il vero punto con le squame; apparentemente lavoriamo 2 giri, ma concretamente è solo un giro perché, in andata, si costruisce lo scheletro del punto e successivamente, al ritorno, si costruiscono le squame, per questo motivo dobbiamo acquistare parecchio cotone.

martedì 18 luglio 2017

200 anni dalla morte di zia Jane

I Jane Austen of the Parish of Chawton do by this my last Will & Testament give and bequeath to my dearest Sister Cassandra Elizth everything of which I may die possessed, or which may be hereafter due to me, subject to the payment of my Funeral Expences, & to a Legacy of £50. to my Brother Henry, & £50 to Mde Bigeon - which I request may be paid as soon as convenient. And I appoint my said dear Sister the Executrix of this my last Will & Testament” Le ultime volontà di Jane Austen scritte il 27 aprile 1817
 
A 200 anni dalla morte di Jane Austen si susseguono letture, pubblicazioni e traduzioni dei suoi scritti. In quest’occasione, per ricordare la scomparsa della scrittrice inglese Jane Austen, negli ultimi mesi sono stati organizzati centri di lettura, dibattiti, proiezioni di film e miniserie tratti dai suoi romanzi, e i programmi a lei dedicati si estenderanno per tutto l'anno. La popolarità della scrittrice è universale, e per commemorarla sono stati programmati diversi gruppi di lettura virtuali e non, sono stati organizzati viaggi letterari per raggiungere i luoghi da lei percorsi.
La sua notorietà è immensa, il suo stile è inimitabile ed è stata inserita a fianco dei maggiori scrittori, in suo nome sono state coniate banconote, una rosa porta il suo nome, molti scrittori e scrittrici si ispirano ai suoi romanzi, sono stati scritti diversi derivati, i sequel dei suoi romanzi sono infiniti; non solo, sono stati pubblicati anche dei fumetti tratti dai suoi romanzi.
Per la tipicità della sua fama, i suoi ammiratori sono stati uniti in un unico gruppo coniando una nuova parola “Janeites”.

venerdì 7 luglio 2017

Vivien Leigh. Ansia di vivere

Sabato 8 luglio 1967, fra le 10 e le 11 di sera, i teatri del West End spensero le insegne, in segno di lutto per la scomparsa di Vivien Leigh. Le rappresentazioni invece proseguirono, quasi in ricordo delle parole che l’attrice inglese aveva pronunciato qualche tempo prima: “Le stelle del cinema vivono una vita falsa e limitata. Le vere attrici invece sono immortali, come i personaggi che interpretano. Io non mi ritirerò mai. Voglio recitare fino a novant’anni”
 
In alcuni casi è necessario iniziare un post trascrivendo direttamente le primissime righe del libro, il tutto per semplificare l’inizio e per rompere quell’ansia che sorge nel momento in cui si vuole ricordare la vita artistica di una delle attrici più straordinarie del teatro e del cinema mondiale.
 
Queste righe sono tratte dal libro “Vivien Leigh. Ansia di vivere” di Michelangelo Capua, e per poterlo leggere ho aspettato un bel po’ perché non riuscivo a trovarlo nelle librerie e, un giorno, in un momento di spensieratezza, come per magia è apparso senza cercarlo, e quando l’ho visto, o meglio quando è apparso all’improvviso, non ci ho pensato due volte per acquistarlo.

mercoledì 5 luglio 2017

La XIV edizione del Festival Letterario Gavoese

La XIV edizione dell'Isola delle Storie, il Festival Letterario di Gavoi, è terminato da pochissimi giorni e, come ogni anno, abbiamo respirato a pieni polmoni aria pulita proveniente dal mondo dei libri, con una buona dose di musica, il tutto accompagnato con un cocktail di nuove amicizie condito con una spruzzatina di risate e una massiccia dose di divertimento.
L’ultima edizione dell’Isola delle Storie verrà ricordato per sempre, e verrà preso come punto di riferimento per le prossime edizioni, e chissà anche per altri futuri incontri dello stesso genere.
Quest’anno il brutto tempo ci ha colti di sorpresa sconvolgendo le serate, le temperature sono crollate, le piogge si sono presentate senza essere state invitate e non avevano intenzione di abbandonarci, e con la loro presenza gli organizzatori hanno dovuto spostare alcuni eventi in luoghi chiusi, situazione estranea al festival perché ha come caratteristica fondamentale fissare gli appuntamenti nelle piazze del paese.
Con il tempo  meteorologico impazzito abbiamo conosciuto il vero carattere di ciascuno di noi, perché con tranquillità e con una buona dose di pazienza siamo riusciti ugualmente a seguire gli eventi con gli ombrelli fino alla conclusione.

mercoledì 7 giugno 2017

Il Festival Letterario. Anno 2017

Carissimi amici del Taccuino, da pochissimi giorni è stato pubblicato il programma completo della nuova edizione de “L’isola delle Storie”, il Festival Letterario della Sardegna di Gavoi (NU).
Prima di scrivere e pubblicare un post nel Blog ho preferito leggere con più attenzione il programma e, come tutti gli anni, posso ancora una volta confermare che  siamo di fronte ad un evento straordinario da non lasciarsi sfuggire sia per i contenuti e sia per gli incontri che ci riservano gli organizzatori. Ripeto, il programma è fittissimo ed è difficile trascriverlo tutto in una volta in un semplice post; ma posso ricordare com’è strutturato: ogni incontro si svolge in ogni distinta piazza del paese barbaricino, gli appuntamenti sono rivolti a tutte le fasce di età, in ogni via del paese possiamo leggere e ascoltare storie incontrando in modo familiare tutti gli scrittori.
La lettura è il “personaggio” principale, e oltre a ciò possiamo ascoltare della musica, visitare delle mostre ed esplorare dall’interno i laboratori organizzati dai bambini.

giovedì 1 giugno 2017

Il cigno nero


Il direttore artistico del New York City Ballet, Thomas  Leroy, desidera per l’apertura della nuova stagione teatrale di New York, mettere in scena una nuova versione del balletto Il lago dei cigni.
La parte del personaggio principale  non è semplice perché colei che sarà scelta per interpretare il cigno, dovrà recitare contemporaneamente due distinti ruoli: il lato positivo ed innocente del cigno bianco, e il lato oscuro, malvagio e sensuale del cigno nero. A chi sarà assegnata la parte?
Il direttore artistico sta cercando una ballerina che sia in grado di sostituire la sua “principessina” Beth e che sia in grado di svolgere alla perfezione i due ruoli. Nel corpo di ballo del New York City Ballet c’è la talentuosa ballerina Nina, figlia d’arte, una donna fragile, meticolosa, determinata, alla ricerca della perfezione, e lavora duramente in modo maniacale, in più ambisce ad ottenere la parte; ma più di tutti, nella mente della giovane ballerina,  c'è un unico obbiettivo: la perfezione. Nina vuole diventare la migliore ballerina, vuole diventare la nuova stella, la nuova principessina come Beth; per raggiungere il livello della ex musa del balletto, fruga nel suo camerino e si appropria di alcuni suoi oggetti perché anch'essa ha il dono della perfezione. Per il direttore artistico, Nina è preparata per interpretare il cigno bianco, ma per il suo carattere rigido e poco disinibita non è adatta per la parte del cigno nero, e nonostante ciò la sceglie ugualmente perché è convinto che riuscirà a far emergere il lato oscuro che è dentro di lei.

lunedì 22 maggio 2017

Pane fresa e pane carasau … di cotone

Nel continente tutti la chiamano Carta da Musica per il rumore che emette quando si mangia, e chi conosce il prodotto non gradisce questo nomignolo perché è generico e non si distinguono i vari tipi di pane. Non tutti sanno che in base alla grossezza e alla lavorazione ogni varietà di pane sardo prende un nome differente: pane fresa, o pane carasau, o corrias e così via, tutti nomi che possono variare anche in base alla località. Non ricordo quando è stata l’ultima volta che vidi i miei familiari all’opera per preparare il tipico pane sardo conosciuto un po’ ovunque e che distingue la tavolata sarda da quella di altre regioni italiane. Conosco a grande linee la lavorazione e le varie fasi, come ad esempio la seconda cottura, ma non ho mai partecipato attivamente, così ho rappresentato e ho ricostruito la scena come lo so fare io: usando un uncinetto e del cottone.

venerdì 12 maggio 2017

La luce sugli oceani di M. L. Stedman


Tom Scherbourne, un ex soldato super decorato della prima guerra mondiale, trova lavoro come guardiano di un faro in una piccola isoletta dell’Australia sud-occidentale, Janus Rock. Nell’isola la vita trascorre lentamente in totale isolamento, le giornate si riempiono con il lavoro, con la manutenzione del faro e la tenuta del registro da compilare in modo meticoloso annotando ogni giorno ogni fatto anche se irrilevante. La piattezza delle giornate cambia forma quando Tom convola a nozze con una giovane donna australiana, Isabel Graysmark.
La giovane moglie si abitua immediatamente ai silenzi e alla monotonia dell’isola, e per dare un colore in più alle giornate studia l’isola palmo a palmo, assegna dei nomi ad ogni via e ad ogni scoglio, e perfezionando con annotazioni e schizzi una carta topografica incompleta del piccolo territorio, chiamerà piccoli luoghi nascosti o poco conosciuti con nomi bizzarri: Angolo tempestoso, Roccia traditrice, Spiaggia del naufragio, Balia tranquilla, Punto panoramico di Tom, Scoglio di Izzy, e così via.

giovedì 27 aprile 2017

27 aprile 1937

Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza.
Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo.
Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.
 
Citazione di Antonio Gramsci

lunedì 24 aprile 2017

La talpa

Ambientare un film di spionaggio in piena guerra fredda a Londra nei primi anni settanta è l’ideale per passare una serata piacevole. Se poi il film è tratto da un libro di John Le Carré, con personaggi formati prevalentemente da agenti segreti doppiogiochisti impersonati da attori stellari del calibro John Hurt/Gary Oldman, sicuramente la pellicola è di ottima fattura.
La talpa è il classico film di una volta, quelli che vedevo da piccola, lento e riflessivo, senza sparatorie gratuite, gli ambienti sono oscuri dove si respira e si tocca con mano la polvere e l’umidità dei vecchi uffici, e soprattutto c’è sobrietà e tranquillità nei dialoghi trai i personaggi. Pensate, il personaggio principale appare in tutta la sua interezza e inizia a parlare dopo circa 20 minuti. Lo sguardo degli attori, i movimenti della testa, delle spalle e di tutto il corpo sono gli elementi che caratterizzano il film e non parole e parole e parole, e le abilità degli attori riescono a nutrire e a riempire i vuoti stimolando il cervello di chi segue il film. 

domenica 16 aprile 2017

venerdì 14 aprile 2017

Ora lo So

 
Ora lo so
lo racconta una chitarra
è una ballata che parla anche di me
ora lo so
c'era un coro di sirene
c'era un'idea di bastarde libertà
di notti sbiadite
di amori vissuti
a cielo aperto
e questo è quello che so
ora lo so
ora lo sogno è un grande sogno senza eroi

Ora lo so
era un'onda di colori
una marea di parole in libertà
ora lo so
sorrideva il desiderio
il vento girava e cantava anche di me
di rosse ferite
di albe stordite
e amaro in bocca
e questo è quello che so
ora lo so
ora lo sogno è un grande sogno senza eroi

sabato 1 aprile 2017

Enigma

 
Inghilterra. Seconda Guerra Mondiale. Anno 1943.
I sommergibili tedeschi, gli U-Boot, invadono l’Atlantico laddove diverse navi trasportano soldati e approvvigionamenti provenienti dagli Usa verso l’Inghilterra. L’occupazione dell’Atlantico da parte dei tedeschi mette in serio pericolo le imbarcazioni e gli equipaggiamenti degli alleati, ed eventuali attacchi potrebbero segnare per sempre le sorti della guerra. Inizialmente, gli inglesi, per intercettare i messaggi cifrati provenienti dagli U-Boot, utilizzavano la macchina Enigma trovata in un sommergibile assieme alle istruzioni per decrittare i codici segreti, e nel momento in cui vengono modificati i codici, il Governo inglese riunisce a Bletchley Park i migliori cervelli dell’Inghilterra, matematici, linguisti, ingegneri, scienziati e agenti segreti: il loro unico compito sarà quello decifrare il nuovo codice usato nei sommergibili tedeschi.
L’equipe dei crittoanalisti non avevano tempo, c'erano solo quattro giorni per decrittare i messaggi provenienti dagli U-Boot e prevenire il massacro nell’Atlantico. Il loro compito non era semplice, e tale complessità era amplificata sia da Enigma che dal suo omonimo chiamato Squalo. L’ingegno di chi aveva progettato Enigma era enorme rispetto alle dinamiche prevedibili in quel preciso momento perché la macchina aveva un marchingegno con infinite probabilità: la corrente elettrica fluiva dalla tastiera alle lampadine per mezzo di tre rottori di cui almeno uno rotava di uno scatto ogni volta che si premeva un tasto, oltre a ciò aveva previsto un pannello di allacciamento con diverse spine. Il numero di permutazioni erano incalcolabili e i circuiti della corrente cambiavano in continuazione; inoltre la delicatezza dello studio dei messaggi riguardava anche i rotori che si potevano posizionare in qualunque modo. Sequestrare una macchina equivaleva ad un operazione senza senso ed insignificante per i crittoanalisti perché bisognava conoscere anticipatamente l’ordine dei rotori e i collegamenti delle spine.

venerdì 3 marzo 2017

Al Ard Doc Film Festival 2017


Cari amici del Taccuino, ogni anno per aprire le coscienze e la mente sul mondo palestinese e arabo, come non lo abbiamo mai percepito, l’Associazione Amicizia Sardegna Palestina di Cagliari rinnova  un appuntamento per gli amanti del cinema e dei documentari.
Al Ard Doc Film Festival, il Festival Internazionale del Cinema Documentario Palestinese e Arabo, organizzato dall’associazione cagliaritana, è un appuntamento da non sottovalutare sia per le tematiche approfondite nelle varie pellicole e nei dibattiti aperti all’interno del festival, e sia perché con i film e i documentari provenienti da diversi Paesi, possiamo esaminare sotto una luce diversa le problematicità del mondo arabo e palestinese sconosciuti alla grande platea del cinema italiano.
Al Ard è promotrice di un programma singolare sviluppato per studiare ed analizzare la storia, la cultura e le tradizioni palestinesi, e con un linguaggio semplice ed accessibile a tutte le età, anche coloro che non hanno mai avuto un contatto diretto con tali tematiche possono partecipare alla programmazione del festival, occasione rara e insolita nel nostro paese.
Gli organizzatori del Festival palestinese e arabo  ci invitano a partecipare alla nuova edizione di Al Ard che si terrà presso la Cineteca Sarda di Cagliari, in viale Trieste 126, dal 7 al 11 marzo.

giovedì 23 febbraio 2017

Queste parole sono tue

Climb the stairs
And step into my dream house
These words are yours, Maria
The waters warm
hold me
The table bare

till the worst is past
Until the summer nights return
Until we close our eyes
Maria, your every thought's my heartbeat
Maria, save a thought for me

domenica 29 gennaio 2017

Sa Corda

Sa Corda o Treccia è un piatto tipico sardo conosciuto e apprezzato ovunque anche fuori dall’isola, si può cucinare in umido, arrosto, con i piselli o altre verdure. La particolarità che la distingue dalle altre pietanze dello stesso genere, riguarda una serie di complicazioni presenti già dal primo momento, ad esempio non è semplice maneggiare gli ingredienti, e poiché è impegnativo sia la preparazione che la lavorazione, difficilmente si può improvvisare leggendo un opuscolo.
Il primo problema non consiste nel saperlo cucinare, ma nella capacità di lavare accuratamente l’intestino dell’agnello, eliminando tutte le impurità con l’acqua corrente per diverse volte senza danneggiarlo, per poi “sterilizzarlo” con l’acqua e il limone.
Un altro problema consiste nel darle una forma regolare in tutta la lunghezza con il ripieno e con dei particolari nodi, che solo poche persone esperte riescono ad ottenere agevolmente.

martedì 17 gennaio 2017

I guanti a 5 dita

Durante il periodo invernale possiamo proteggere  le nostre mani con dei comodi guanti lavorati a mano con l'uncinetto. Usando tutta la nostra fantasia e scegliendo i punti che ci piacciono, possiamo creare dei magnifici guanti di lana su misura. 
In questo piccolo angolo non indicherò i punti richiesti per ciascuna taglia, perché ognuno di noi sarà la modella di se stessa. In altre parole, li indossiamo mano mano che procediamo con il lavoro, calcoliamo i punti in base alle dimensioni delle nostre mani e al filato che abbiamo acquistato, e contiamo quanti punti, aumenti o diminuzioni ci vogliono per ogni paio di guanti. 
Come ci dobbiamo organizzare? Si incomincia dalle dita e si finisce con il polsino; alla fine di ciascun giro dobbiamo chiudere con un punto bassissimo; lavoriamo in tondo seguendo due vie, o voltiamo il lavoro in andata e in ritorno per non spostare il centro, oppure proseguiamo senza voltarli seguendo il classico sistema in tondo; quando lavoriamo le dita dobbiamo avere sempre punti pari e non dispari; si lavora allo stesso modo sia il destro che il sinistro, oppure nel caso in cui il centro si sia spostato in modo eccessivo lavoriamo l'altro guanto in modo simetrico; procuriamo più segna punti; acquistiamo un ago da lana senza punta; infine trascriviamo su un taccuino  tutti i passaggi.

martedì 10 gennaio 2017

Balliamo la canzone che suonano alla radio

 
Let’s dance put on your red shoes and dance the blues
Let’s dance to the song
they’re playin’ on the radio
Let’s sway
while color lights up your face
Let’s sway
sway through the crowd to an empty space
If you say run, I’ll run with you
If you say hide, we’ll hide
Because my love for you
Would break my heart in two
If you should fall
Into my arms
And tremble like a flower
Let’s dance for fear
your grace should fall
Let’s dance for fear tonight is all

domenica 1 gennaio 2017

Buon Anno Buon 2017

Guardando la scrivania del blog ho notato quanto avete gradito il presepe realizzato dal sito “la torre di cotone” e lavorato interamente all’uncinetto.
Durante tutto il 2016 avete letto molte volte il post del presepe incompleto del 2015; ugualmente il post dedicato alla capanna della Natività è stato cliccato diverse volte.
Altri lavori che hanno stimolato la curiosità  da chi ha sostato nel Taccuino sono stati: il pollaio, il cammello e la vasaia
Ultimamente ho rallentato questo genere di lavoro e occasionalmente ho postato alcune foto solo su instagram e non nel blog.
Augurando a tutti un Buon Anno Nuovo, pubblico le foto dei lavori uncinettari non ancora presenti nel Taccuino.