Benvenuti nel mio salotto virtuale, un luogo dove posso condividere le mie passioni con chi passa da qui. Si parla di piccole chicche quotidiane, di curiosità lontane e vicine, di storie locali e non solo. Mettetevi comodi e partiamo per un lungo viaggio.

giovedì 7 dicembre 2017

Giancarlo Corre con Noi. Quinta edizione

Da pochi giorni sono stati affissi le locandine con il programma completo della manifestazione sportiva dedicata all’amico Giancarlo Mura, “Giancarlo Corre con Noi”. Anche quest’anno ci raduniamo al Colle S. Michele di Cagliari per ricordare il carissimo Giancarlo, e come tutti gli anni sarà una manifestazione podistica competitiva di corsa su strada, organizzata dal gruppo Quelli del Colle, con la collaborazione dell’Associazione Sportiva Dilettantistica G.S. Runners Cagliari, con l’approvazione del Comitato Regionale Sardegna della F.I.D.A.L., con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Cagliari.
La gara si disputerà domenica 17 dicembre 2017 alle ore 9.30, mentre per la giuria e per gli atleti il ritrovo è stato fissato per le ore 8,30.
Le iscrizioni dovranno pervenire entro e non oltre le ore 21.00 di mercoledì 13 dicembre 2017, tuttavia, gli atleti che sceglieranno la camminata motoria di km 4,400, l’iscrizione si potrà effettuare sul posto il giorno 17 tra le ore 8.30 e le ore 9.30.

lunedì 27 novembre 2017

Dolcetto alla nocciola e panna

Preparare un dolcetto per le occasioni speciali non sempre porta al risultato sperato: alcune volte non cuoce al punto giusto, o peggio si può sgonfiare, o mostruosamente si può bruciare. Così, per sviare l’ostacolo, questa volta nel Taccuino annotterò una ricetta per cuochi sfigati molto particolare: sarà un dolcetto, una sfogliatina alla nocciola con statti di panna per golosoni.
La singolarità del dolcetto sta nell’aspetto e negli ingredienti: si guarda, non si mangia e, ciliegina sulla torta, non si ingrassa, per di più è arricchito di sorrisi e allegria. È il tipico regalo da mille e una notte.
E sì, il dolcetto è fatto a mano con l’uncinetto con gli avanzi di vecchi gomitoli di cotone, e per le persone che padroneggiano con l’uncinetto prepararlo è di vertente, possiamo usare tutta la nostra immaginazione e tutta la nostra creatività per un regalo speciale per golosoni incalliti.

sabato 18 novembre 2017

La via del male di Grazia Deledda

Un giovane contadino nuorese, Pietro Benu, prende servizio presso dei piccoli possidenti di terreno, i Noina. L’uomo è giovane, forte, perbene, ed è considerato dai suoi concittadini un grande e onesto lavoratore, ma con un particolare in più da non sottovalutare per i suoi datori di lavoro: è nato povero e lo sarà per sempre. Pietro ha una buona reputazione, ma oltre al duro lavoro non può pretendere più di ciò che ha, non potrà migliorare la propria posizione sociale perché per la mentalità di alcuni sarà sempre un povero contadino. Per cui non potrà mai perdere la testa per la ricca Maria Noina, figlia del suo datore.
All’inizio Pietro fa la corte alla nipote dei Noina, Sabina, una donna non ricca, e i due si innamorano, e non c’è nulla di male per le umili origine della donna anche se parente di proprietari terrieri. Ma in seguito Pietro si invaghisce della ricca Maria, una donna ambiziosa che mira a un matrimonio di convenienza.

mercoledì 1 novembre 2017

I primi 30 anni di Secrets of the Beehive

Uno dei momenti più piacevoli della serata è accendere il vecchio radione o il PC, inserire un cd e ascoltare musica non commerciale. Un paio di giorni fa ho riascoltato per l’ennesima volta l’album Secrets of the Beehive di David Sylvian e sfogliando il foglietto interno mentre ascoltavo i pezzi musicali mi è apparso una data, quella di pubblicazione: 1987. Caspita, ho pensato, ascolto Secrets of the Beehive da 30 e non mi stanca mai. L’origine di questo attaccamento può essere spiegato solo dal fatto di avere tra le mani non un opera commerciale usa e getta ma un’opera d’arte da assaporare nelle ore più impensabili. L’album è intriso di atmosfere incantevoli e rilassanti frutto di mescolanze di note da scoprire ogni qualvolta si decide di riascoltarlo, specie in solitudine lontani dal classico rumore dettato dalla musica commerciale usa e getta. Ho sempre paragonato la musica dell’artista inglese al vino: più si ascolta e più si apprezza, più si ascolta e più si notano atmosfere nuove. Per questo motivo non mi deve sorprendere il fatto di avere sempre tra le mani  lo stesso album da trent’anni. Ascoltare lo stesso album per lungo tempo non è sinonimo di monotonia ma  è la consapevolezza di avere tra le mani un’opera d’arte da assaporare giorno dopo giorno, anno dopo anno come si degusta un eccellente vino d’annata.

lunedì 30 ottobre 2017

Quarta candelina

Oggi il Taccuino delle Voci compie quattro anni
 Buon Compleanno
 
I post pubblicati in questi 12 mesi sono di diverso genere e, senza allontanarmi dalla base principale del blog, nel Taccuino ho annotato  alcune Voci legate alla mia terra, o attinenti ad alcune mie letture, il tutto senza trascurare i post musicali o cinematografiche e gastronomiche.
Da pochi giorni ho affiancato al blog un social network, per cui dopo Instagram ci saranno anche dei cinguettii  direttamente legati e che faranno da spalla al Taccuino senza sostituirlo. Ho aperto Twitter per inserire alcune Voci del blog anche in questa piattaforma virtuale, e attualmente sto postando alcune post recenti e degli anni passati.
Ringrazio tutti i lettori che si sono soffermati nel Taccuino per  leggere i post, e tutti coloro che hanno arricchito il blog con i commenti o con i suggerimenti.
Un caloroso saluto ai follower e un abbraccio agli amici di sempre che mi hanno consigliata anche nel corso degli ultimi 12 mesi.

venerdì 13 ottobre 2017

Quasi Grazia

Consigli di lettura. Oppure i consigli della bibliotecaria. Così dovrei intitolare il post. E sì andare in biblioteca, oltre a scoprire libri su libri, apre la mente e gli orizzonti, e quando il consiglio di lettura proviene direttamente dalla tua bibliotecaria, quella che non sbaglia mai, quella che ti consiglia, la parola "delusione" non esiste nel vocabolario. Il caso vuole di passare in biblioteca in un momento di spensieratezza e di veder spuntare un libro dalle mani della bibliotecaria. Questa volta la bibliotecaria mi ha consigliato il libro “Quasi Grazia” di Marcello Fois, un libro o meglio un testo teatrale strutturato in tre parti. Nella prima parte la scrittrice Grazia Deledda lascia la sua terra contro il parere della madre per trasferirsi col marito a Roma, e con i dialoghi, che si sviluppano nella casa natia a Nuoro, tra la scrittrice, la madre, il marito e il fratello, respiriamo ciò che ha rappresentato la partenza e la separazione. Nella seconda parte ci trasferiamo in una camera del Grand Hotel a Stoccolma nel giorno in cui le viene consegnato il prestigioso Premio Nobel per la Letteratura: in questa parte del libro assaporiamo le emozioni della scrittrice, del marito e di un giovane giornalista. La terza parte riguarda un momento triste per la sua vita perché è incentrato in uno studio medico dove le viene diagnosticato un tumore  incurabile: è la parte più delicata di tutto il libro, dove un medico deve trovare le parole giuste per informare il paziente del suo male.

mercoledì 11 ottobre 2017

Via col Vento di Margaret Mitchell

Desideravo leggere il romanzo di Margaret Mitchell da diversi anni, tuttavia c’era sempre quel timore di avere tra le mani un libro sopravalutato dal mondo del cinema e di portarmi dritta verso uno stato di totale delusione. Dopo aver letto la biografia sull’attrice Vivien Leigh scritto da Michelangelo Capua (guarda QUI), con una buona dose di pazienza, dopo aver fatto un bel respiro con un bel sorso d’acqua ho iniziato quest’avventura. E sì, si deve parlare di avventura perché le 872 pagine del volume pubblicato dalla casa editrice Oscar Mondadori, collana Classici Moderni, pesano in tutti i sensi, perché sono scritte con caratteri piccoli e con spazi tra i paragrafi ugualmente fitti tali da stancare la vista, e se prendiamo in considerazione la traduzione la lettura non è stata agevole; inoltre nel libro si scorgono intere frasi pronunciati dagli schiavi tali da farli apparire come persone che non conoscono la propria lingua, situazione inverosimile se sono nati in quel territorio. Escludendo questi particolari, le pagine ti trasportano e ti catapultano verso un mondo ignoto e non visibile alla grande platea cinematografica perché una buona parte del romanzo è stata tagliata forse per esigenze di copione, tralasciando così la parte più autentica e più delicata del romanzo.